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matteo garau

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IL GIORNALISTA --- 新闻记者 --- الصحافي. --- Журналист --- ジャーナリスト

宗教是人们的鸦片----------教皇是这个世界的更糟糕的人---------我是共产主义的并且无神论者!!!----------我爱中间地球------和平并且爱!
19 February

Tarzanelli

I tarzanelli sono orpelli
o giogielli che sporgono gemelli
quasi zolfanelli
del serede gingilli tanti campanelli
 
tarzanello: caccola di liberazione dalla terribile costipazione
particella di cacca che al culo s'attacca
 
i tarzanelli si abbracciano ai capelli del sedere
se un poco ti interessano anche tu li puoi vedere, o godere
cosi duri da staccare troppo secchi da tenere
 
il tarzanello è tutt'uno con il pelo
sulle mutande chiare dipinge un velo
spalmando il marrone sopra il cotone
con una traccia in una sola direzione
 
da riprovare come devianza
o volgare semplice dimenticanza
oppure cattiva coscienza
conseguenza dell' incontinenza
 
i tarzanelli sono coreografici
cosi funamboli acrobatici
sospesi come trapezzisti
quasi famiglia di veri grandi artisti
 
i tarzanelli tu li cancelli
con un colpo di spugna vanno via
e' gran sollievo anche per te sapere
che spariscono nel bidet
 
piccoli mostri nemici dell'igiene
confinati nel fondo delle schiene
amorfe piattole dure fastidiose
come spine dritte ed insidiose
 
il tarzanello è tutt'uno con il vello
con il vello del pube sulle pancie nude
 
Freak Antony (impresentabile)
12 February

CARA, TI SCOPO COME UNA CAVALLA MA VOGLIO UN FIGLIO DA TE!!

In un clima di campagna elettorale, durante il quale entro ogni mezz'ora su Repubblica.it per leggere le dichiarazioni dei leader politici, una notizia mi ha colpito particolarmente: " Moretti-Ferrari, "sesso troppo spinto, vescovi all'attacco di "Caos calmo".
Io che sono andato a vedere il film posso dire che era abbastanza spinto: si vede bene quando lui le lecca i capezzoli e si vede che fanno sesso a 90° (e lui le tira i capelli). Ma di questo dettaglio sulla scena del sesso si sapeva già, da moltissimo tempo. Addirittura prima che uscisse nelle sale italiane.
Ora mi chiedo, dato che per la religione cattolica le scene di sesso sono il simbolo del degrado della società, come possa un prete affermare che la scena è troppo spinta, se non è andato a vederlo. Perchè, è chiaro che un prete avvisato della "volgarita" di un film non va a vederlo. Allora penso a un paio di cose: la prima è che il prete, che sicuramente non ha mai visto un paio di tette in vita sua, deve avere una grande fantasia per immaginare nei dettagli la scena incriminata. Oppure, cosa ben più ovvia, è andato a vedere quel film consapevole, e ben contento, di ciò che avrebbe visto per poi, tornato a casa e calmato i bollenti spiriti, sparare a zero sul film. Queste sono le due opzioni...perchè pensare che un prete, uomo colto che legge parecchio, vada a vedere un film senza informarsi prima, sopratutto su un film di quel tipo, mi pare impossibile dato che, me compreso, prima di andare al cinema mi informo di ciò che proiettano.
Una frase che va citata però, e chi ha visto il film capirà perfettamente il motivo per cui suscita cosi tanta ilarità, è questa: "Da un bravo regista e coraggioso idealista come Moretti e da un volto sensibile e delicato come la Ferrari - scrive don Anselmi - mi sarei aspettato una scena romantica, soffusa, tenera, magari un momento d'amore aperto alla vita, ad un figlio....I due attori fanno l'amore in piedi, vestiti, senza guardarsi in faccia".  Allora, ora ditemi: Moretti aveva voglia di fars la Ferrari per i cavoli suoi...ma vi immaginate, in tutto quell aggrovigliamento di tette culi capezzoli ecc ecc, che Moretti le dicesse "oh cara, io ti trombo..ma da qui voglio che esca un bambino!!!"?.
Io penso che piuttosto che criticare un film che ripeto carico di spiritualità e filosofia, ma anche significato sociale, si dovrebbe (se proprio non si riesce a stare zitti) criticare quelle cacchio d esterne di Maria De Filippi, oppure le edizioni di "miss maglietta bianca bagnata e quinta (almeno eh!) di reggiseno!!!". Se proprio c'è un degrado, penso non siano i film, ma ben altro...apparati di televisioni che si dicono più vicine alla chiesa e ai suoi valori.
07 February

COSA PRETENDI DA UN PAESE CHE HA LA FORMA DI UNA SCARPA!!?

Nella penisola italiana c'è un'usanza molto strana
tu puoi bere da crepare e certamente puoi fumare
centinaia di pacchetti poi milioni di tubetti
psicofarmaci e pastiglie, confezioni per famiglie
ma non si parli per favore di eroine cocaine e polverine!!
 
E i politici creativi che si inventano motivi
nello sforzo di pensare per ragioni per passare
tasse fresche fantasiose quanto inuliti e merdoso
che bastonano l'utente, sempre la povera gente
stando addosso a un artigiano, un muratore un ortolano un contadino!!
 
Cosa pretendi da un paese che ha la forma di una scarpa!!!!?
 
Se ti senti un poco male non andare in ospedale
rischieresti di sicuro un decesso prematuro
democrazia vigilata e giustizia ingarbugliata
liberta di opinione, liberta di sentimento
liberta di sfruttamente del lavoro mal pagato, sottocosto e gia sfruttato!!
 
Cosa pretendi da un paese che ha la forma di una scarpa!!!!!?
 
Nella penisola fiorita, camorra mafia e malavita
nel paese dei gran dritti solo i furbi hanno diritti
preti che san troppo bene come usare la religione
cantautori sempre pronti a fregarti coi tramonti
poi bigotti moralisti falsi esperti incapaci e poco onesti!!
 
Cosa pretendi da un paese che ha la forma di una scarpa!!!!!?
VERGOGNAAAAAAAAAAA!!!
 
Paese scarpa - skiantos - saluti da cortina (1993)
24 January

cosi è la politica...

 Penso che un commento sia obbligatorio. É obbligatorio perchè ho iniziato la mia, se cosi si può definire, carriera giornalistica in questo blog ed è giusto che qualche riflessione sulla caduta del governo Prodi si possa fare. Ho la presunzione anche di dire che probabilmente riceverò tantissimi consensi perchè l'analisi è particolarmente lucida e, ormai, distaccata dai sentimenti che, 2 anni fa, mi portarono a votare il governo Prodi. Premetto che non è ne un articolo ne un editoriale. É solo una riflessione di un disilluso ventunenne ormai.
Si è concluso nel peggiore dei modi, ma nel più annunciato. Il centro ha "centrato" il suo obbiettivo (simpatico gioco di parole). Mastella voleva questo: farsi le sue riforme per poi, quando ci sarebbe stata puzza di elezioni anticipate, passare con centro-destra. Si sapeva dall'inizio dell eterogeneità della coalizione e la sua caduta non è stata un fulmine a ciel sereno. Eppure Prodi è andato avanti. Il dato che esce fuori è abbastanza preoccupante sia per il centro sinistra che per la destra. Il centro è molto pericoloso. Il mondo politico, dalla fine della prima repubblica ad ora, si è sempre preoccupato dell'estremismo. Si temeva Bertinotti, la Lega, Storace e la Mussolini, Diliberto e i vari Trozkisti. Analizzando gli ultimi governi ci si rende conto che si è completamente sbagliato. Le ultime crisi di governo sono state causate da persone di orientamento centrista. Follini con il governo Berlusconi e Mastella (e i teodem) con Prodi. Questo è il dato che emerge. Berlsuconi, che sperò abbia più numeri per governare a questo punto (spero che chiunque, anche il più estremista di sinistra, la pensi come me) affinché dia stabilità al paese e possa fare le riforme giuste e durare 5 anni. Un Berlusconi4 non può essere traballante come quello appena concluso. Io mi auguro che si guardi bene le spalle dai suoi colleghi centristi perché, come lui “furbo e scaltro com'è sa”, sono pronti a fregarlo in qualunque circostanza.
Un altro dato che emerge è l'ipocrisia del Leader Gianfranco Fini. Un comportamento che onestamente, per l'intelligenza che gli attribuisco e per la coerenza si cui spesso è stato unico portatore all'interno della destra, non mi aspettavo. Il “Silvio vogliamoci bene...tu premier” onestamente oggigiorno fa un po ridere ed indignare. Perché tutti noi ci ricordiamo gli attacchi duri che ha sferrato al suo partito e ai suoi alleati ribadendo più volte che non avrebbe mai più accettato una presidenza del consiglio di Berlusconi. Ciò invece è stato ribaltato da quando in giro c'era puzza di elezioni anticipate, quindi di poltrone ancora calde. Quindi il Cavaliere dovrà stare attento anche a lui e, paradossalmente parlando, troverà in Storace e nel suo partito il braccio destro del prossimo governo.
La Sinistra estrema si è comportata bene sostanzialmente. E' stata la migliore alleata di Prodi. Quando c'era da scontrarsi, l ha fatto con sincerità e senza giochi politici bilaterali e trasversali (anche se comunque le manifestazioni in piazza contro il governo stesso poteva evitarle: se non altro poteva tenersi la sua schizofrenia senza manifestarla al popolo e ai media). Deve certamente lavorare perché la sinistra ha bisogno di un progetto unitario che contrasti, dall'interno, il centrismo in cui Veltroni sta consapevolmente andando a finire. Se alcuni esponenti abbandonano le ideologie e i propri atteggiamenti di “io sono più comunista di te” ci sono buone speranze per la buona riuscita della cosidetta Sinistra Arcobaleno.
Bisogna analizzare infine le enormi, macroscopiche, responsabilità che ha avuto il nuovo soggetto politico, il Partito Democratico. Credo che, nella storia italiana, non si sia mai verificato un caso di cosi grande eterogenesi dei fini dal punto di vista politico. Il partito di Veltroni è nato per dare appoggio al governo Prodi, per aiutarlo a livello parlamentare e non. Questo non è avvenuto e il giovane Kennedy (chi sarà mai lo stolto che gli ha attribuito questa denominazione) con le sue esternazioni ha fatto si che l' Unione si spezzasse come si era già spezzata più volte in passato, negli stessi punti. Affermare con arroganza e presunzione che il Pd possa fare a meno degli altri partiti è stato l'errore più grande: in primis ha di fatto aumentato la frammentazione della coalizione gia instabile per cultura e storia differente dei componenti. E, cosa alquanto più grande, ha fatto si che l'Udeur, e soprattutto Mastella, usasse questo pretesto come scudo da ciò che effettivamente è. In senato oggi, più e più volte, è stata ribadita dal Campanile che non vi era la crisi per l'arresto della moglie dell'ex guardasigilli bensì per motivi politici. Cosi Mastella apparirà, all'opinione pubblica, come un povero cattolico al quale le “toghe rosse mangia bambini” hanno arrestato la moglie e che, come se non bastasse, è stato portato ad uscire dalla maggioranza a causa di Veltroni.

Due anni fa ero felice della vittoria dell'Unione, ma avevo l'amaro in bocca perché la coalizione da me votata aveva vinto di poco. Oggi sono felice perché la situazione era insostenibile, ma anche oggi ho quella sorta di mal di pancia che mi ricorda “sei un coglione!!perchè ci hai creduto cosi tanto?!” Con quest'interrogativo malinconico finisce, per il momento, il mio amore-rispetto per la politica, il quale si trasformerà inevitabilmente “in un italiano in meno che va alle urne”. Walter Veltroni deve sperare e pregare affinchè io sia l'unico...

14 January

Nomination

Gentile signor Garau,
le comunico che, dopo il gran consiglio nazional dell'organizzazione delle uscite notturne, lei è risultato non idoneo e automaticamente andrà in nomination.
Ci dispiace ma la decisione è stata presa a maggioranza relativa, che ha stabilito che non è gradita la sua presenza agli incontri del nostro club.
Ma non si preoccupi comunque...se un membro, che ha votato contro di lei, la incrocierà per strada non le negherà i cordiali saluti di facciata e i consueti "come stai?" e "che stai facendo?".
Arrivederci.
                    Il comitato.
05 October

VOGLIA DI BESTEMMIARE

CHE SCHIFO DI PAESE...
a costo di sembrare qualunquista e grilliano... viviamo davvero in una merda di paese, dove la libera informazione ormai non si può più fare. Viviamo in un paese dove si può fare terrorismo televisivo parlando 15 minuti di quel cazzo di omicidio di Garlasco e non possiamo parlare 2 minuti della mafia e dei mali della politica. Mastella ha rotto le palle...diciamolo! non se ne puo più. Non è pensabile che i politici non possano essere attaccati...non è possibile che un uomo come lui a Ceppalonia venga visto come un Santo...un vero e proprio santo. Ho visto uns ervizio delle Iene di qualche tempo fa..vi consiglierei di guardarlo per capire quanto egli sia se non un mafioso un telepredicatore di quel paese.
sono disgustato e non riesco nemmeno a scrivere...boh vabbè. Passerà. Nel frattempo lunga vita a Mario Giordano direttore del Giornale...pitticca sa cagara...per carità!
28 September

bohh

Esssssccc..da quanto tempo non aggiorno il blog!!mille mila anni!
onestamente non ho un cazzo da dire, però utlimamente mi sto ponendo qualche quesito che è bene rigirare a voi.
Su internet c'è di tutto: come farsi una barca, come radersi, come dire e fare coglionate...ma non ci sono le cose più utili. Io vorrei un sito internet dove possa trovare le soluzioni ai più grandi problemi della mia esistenza. Come posso evitare, dopo che è successo gia una votla, di continuare a mordermi il labbro sempre nello stesso punto per 2o3 giorni? Come posso evitare, che mi venga voglia di fare pipi la notte, quando sto dormendo, e mi devo alzare uscendo dal mio caldo letto? e infine...come posso evitare di far impigliare la solita unghia del mignolino nelle lenzuola?
attendo risposte....
 
vi linko il blog di un povero sfigato che mi fa morire dalle risate
 
 
iscrivetevi perche ne vale la pena
 
12 July

BROGLI ELETTORALI?CHI SE NE FREGA, C'E' LA MAGISTRATURA.

Ognuno fa in modo che l’acqua arrivi al proprio mulino e possibilmente che cada come una cascata nel proprio bacino elettorale. E la prima legge fondamentale della politica italiana: non esiste l oggettività. Le riprese mandate in onda sul sito di Repubblica.it sono assolutamente un documento che deve far riflettere e smobilitare la magistratura affinché si faccia chiarezza. Un colpo di stato (di ciò si tratterebbe se fosse vero) all Italia e all’opinione pubblica, perennemente in conflitto e sotto una cappa di insicurezza e scetticismo verso la politica, sarebbe il fatto più eclatante accaduto nella seconda repubblica. La cosa che, però, fa riflettere è l’uso strumentale che il centro-destra sta facendo della vicenda, dell’ultima inchiesta del giornale diretto da Ezio Mauro. Il fatto consiste nell’ irregolarità commessa nel voto degli italiani all estero che, secondo le immagini del video, mostra un individuo che una settimana prima delle elezioni compila le schede a favore della coalizione di Romano Prodi. Fatto assolutamente eclatante che fa gridare al centro destra, per l’ennesima volta, la parola REGIME. Berlusconi e company ormai hanno strutturato una sorta di formuletta da recitare a memoria ogni qual volta la sinistra commette un errore. Sembra quasi quelle canzoncine che ci si cantava da piccoli per fare la conta, che suona più o meno cosi: “ Le cariche dello stato sono tutte comuniste massimaliste stataliste leniniste estremiste nonostante noi abbiamo vinto le elezioni”. Se non fosse che esattamente il 50%, forse oggi ancora di più, del popolo italiano penda dalle labbra dell Ex premier sarebbe un simpatico scioglilingua. Ma purtroppo non è cosi e il centro sinistra, anzi il governo, d’altra parte fa finta di niente.

La Casa delle libertà si dimentica però del filmato di Deaglio e Cremagnani e, cosa alquanto più grave perché fatto provato, ha ignorato l’altro servizio di Repubblica sui brogli, quello di circa un mese fa. In quel filmato si denunciavano irregolarità nelle elezioni amministrative in Sicilia. La cosa più significativa sta nella situazione di un candidato per il centro sinistra che, andato a votare con tutta la famiglia, il giorno dopo lo spoglio torno per sapere quanti voti avesse preso e, sorpresa tra le sorprese, scopri che i voti a suo favore nel seggio ammontavano a zero. Il governo, dopo qualche ora di riflessione, fece calmare le acque e mandò nel dimenticatoio la vicenda, convinta sicuramente che nessuno se ne sarebbe accorto. Oggi invece il clima è sempre più caldo, probabilmente causato dall’effetto serra mentale, da un buco nell’ozono sia nel cervello dei parlamentari che nell’intera burocrazia italiana. Ritengo opportuno che l’esecutivo, dopo un anno e mezzo di governo, debba finalmente buttare giù qualche riflessione sensata  e debba rispondere alle domande dei giornalisti in maniera fluida e non tecnica. Che fine hanno fatto le intercettazioni che riguardavano Latorre e D’Alema? Perché hanno approvato quel disegno di legge che limita i poteri alla stampa in materia di intercettazioni? Che interessi ci sono sotto? Perché c’è bisogno del voto di Andreotti per non far cadere il governo e, soprattutto, perché il governo si lamenta della legge elettorale ma aspetta che vengano raccolte le firme per il referendum?

Alla luce di tutto ciò non posso che dare ragione alla frase del mio collega: “spero che il più presto possibile venga chiamato a fare lo scrutatore”.

08 June

Qualche rflessione da incazzato

La visita del presidente Bush è certamente un fatto importante per la sinistra italiana, da quando è al governo. Inevitabilmente è un banco di prova per l’esecutivo che, sono certo, apparirà diviso qualsiasi cosa accada. L’ala sinistra del governo, diciamo quella veramente di sinistra, ha organizzato cortei contro il presidente guerrafondaio e ciò ha causato che, l’altra parte del governo, ne prendesse le distanze, come se si vergognasse. Ma ciò non stupisce tanto: siamo abituati ormai al servilismo del governo nei confronti degli States. Una sottomissione che prevede l’Italia come nazione da calpestare, pronta a sdraiarsi e a permettere che il “Neil Armostrong” di turno le conficchi la bandiera Americana , spesso e volentieri alle spalle. Bush, il peggiore presidente della storia statunitense, in 7 anni di mandato ha dato più e più occasioni per non essere “amato”. Non ha fatto assolutamente niente di positivo per la sua nazione e, tanto meno, per il mondo. Niente! Basta a vedere i provvedimenti in materia economica e sanitaria. La riforma più assurda, però, è senz’altro quella riguardante l’insegnamento della genesi biblica affianco alla teoria DARWINISTA dell evoluzione. È impensabile e, se non fosse drammatico, comico che ,oggigiorno, si dia ancora però alla teoria secondo la quale “dio con la sua orma creò il grand canyon”. Come questo provvedimento ridicolo ce ne sono altri sempre legati alla “finta religiosità”. Bush con la sua politica ha permesso ai “TELEPREDICATORI” di aumentare le proprie entrate, con le offerte della domenica, che spesso superano i 2 milioni di dollari ( il sistema fiscale poi permette alla casa bianca di usufruire di queste “offerte-indulgenze”). Criticare poi la politica estera del guerrafondaio è come sparare sulla croce rossa anzi, dato il periodo che stiamo vivendo, su Emergency. L’unico fatto su cui mi soffermo è la vicenda Calipari, ovviamente. Condannare il povero soldato che ha sparato mi pare troppo semplice: Lozano ha solo eseguito gli ordini. Bush non ha mai risposto al parlamento italiano direttamente. Certo, costituzionalmente non c’è scritto da nessuna parte ma, dato che è definito da molti come uomo di grande moralità, avrebbe fatto sicuramente bene ad assumersi le sue responsabilità, o quanto meno parlare lui direttamente della questione, lasciando per una volta in pace la Rice, ormai esasperata da questa vicenda. Questi sono alcuni dei motivi che mi spingono ad essere, non Antiamericano, ma anti-Bush. C’è una sostanziale differenza tra queste due definizioni che, evidentemente, la parte destra dell italia non capisce. Dice “noi siamo debitori nei confronti dell’america!!! Ci ha liberati dal fascismo!”. Fatto assolutamente vero, che però mi pone due quesiti: Perché esistono ancora movimenti, e addirittura partiti, che inneggiano alla nuova creazione del Partito fascista? E perché l “amico George” non si è indignato, sapendo che Berlusconi ha nella CDL (L sta per libertà, ricordiamocelo) partiti neo-fascisti? Sono quesiti che tuttora non hanno risposte sensate e positive.

 

 

23 May

COMPLIMENTI AL MILAN IN CAMPO

E finita la partita. Il milan batte il liverpool 2a1. Complimenti più sinceri ai giocatori, a tutti coloro che hanno portato questa strada, sul campo, in finali. Inevitabilmente però, sopratutto in italia, non possiamo buttare giu qualche riflessione politica a riguardo. A costo di fare l'antipatico affermo che il Milan non meritava la coppa dei campioni, come non meritava la finale e la partecipazione al torneo prestigioso. Non meritava perchè? La risposta è molto semplice, ovvia (come la domanda) e alla quale anche la persona più irrazionale di questo mondo (che passa la vita a guardare grande fratello a bere birra, non guardando al dilà del proprio naso) saprebbe rispondere, soddisfando cosi la sete di noi esaltanti dell oggettivita. Non meritava perchè la squadra di Galliani, come la juve, in calciopoli è stata condannata con una pena inferiore, sebbene anche lei avesse "comprato" arbitri. Va bene che gli è stata concessa la serie A, ma si è andato oltre. Al contrario della fiorentina, la squadra di berlusconi ha potuto partecipare alla champions league. Inevitabile chiedersi il perchè e l'unica risposta, dato che in italia calcio=politica, è che ci sia sotto qualche cosa di strano. Non accuso nessuno perchè, fino a prova contraria bisogna credere nelle sentenze sporitve della magistratura però... Non è strano che il presidente del milan sia: ex presidente del consiglio e attuale capo dell opposizione, titolare di 3 canali televisivi e promotore principale della tecnologia digitale terrestre ( che vende le partite di calcio, tra le quali quelle del milan) che viene finanziato con i soldi dei contribuenti grazie a una legge varata dal governo della scorsa legislatura, fratello di paolo berlusconi (il quale è il principale produttore dei digitale terrestre). Non solo però:Adriano Galliani è presidente e amministratore delegato del milan, presidente di lega calcio (fino a caliopoli).
Unendo tutte queste cose reputo che tutti noi dovremmo, se non accusare il sistema della giustizia sportiva, almeno rivolgerci qualche dubbio sulla "legalità" e uguaglianza davanti alla legge che le diverse società hanno avuto la scorsa estate. Per cui, a parte Inzaghi che è il giocatore meno giocatore che il milan ha, mi inchino alla bravura della squadra e contesto fortemente la dirigenza di una società che, fino al 1993, era quasi in fallimento e che , casualmente dal 1994 in poi, è andata in continua crescita. Ma forse sono troppo maligno.
Un cosa che mi ha dato fastidio è l'imparzialità dei due cronisti di RAI1 (non parlo di quelli di mediaset perchè tengono al proprio lavoro). Il giornalista soprtivo è pur sempre un giornalista, per cui deve stare imparziale anche quando fa la telecronaca di un incontro sportivo. Accetto che durante una partita di nazionale si debba per forza essere coinvolti, ma tifare spudoratamente per una squadra, capovolgendo talvolta il reale svolgimento della partita, lo trovo poco professioale e irritante per chi, come me, voleva solo godersi uno spettacolo.
Attenderò di leggere qualche editoriale di Marco Travaglio che, sicuramente, sarà più oggettivo e informato dei fatti.
 
17 May

LA LEGGE GIUSTA

Era il periodo precedente alle elezioni politiche 2006. Il clima era teso più che mai. Non si era mai vista una campagna elettorale cosi infuocata. Vuoi per la legge elettorale cambiata all ultimo, vuoi per le enormi apparizioni in tv dell’ allora premier Berlusconi, oppure vuoi per un semplice cambiamento di visione dell’attività politica avvenuto durante il quinquennio scorso, ma il clima era davvero incandescente e pesante. Gli esponenti del centro sinistra erano imbestialiti contro il Cavaliere: lo accusavano, come era gia successo durane le politiche del 94 e del 2001, di un enorme conflitto di interesse. Al tempo stesso promettevano agli elettori che, qualora avessero vinto le elezioni, avrebbero approvato una legge che eliminerebbe, di fatto, la possibilità di un eventuale ricandidatura dell’ex presidente del consiglio, e di tutti quelli come lui. Era “impensabile che il proprietario di Mediaset, Mondadori, Milan, digitale terrestre, potesse ancora governare l’Italia”(come disse più volte Mastella).

Oggi giorno, questi principi di incompatibilità e ineleggibilità, sembrano lontani e, a sentire le parole di vari esponenti dell’opposizione, e anche della maggioranza, INCOSTITUZIONALI. Durante il dibattito parlamentare iniziato martedì, si è sentito di tutto. L’impressione che ho avuto è che, come negli anni precedenti, una parte del centro sinistra non voglia questa legge. A parte la titubanza dei Radicali e Socialisti, fa scalpore l’astensione dell UDEUR. Mastella afferma che “una legge cosi dura, non può passare perché ingiusta…quindi non la voto”. Non si capisce questo cambio di idea in materia: non comprendo il motivo per il quale una legge che, sostanzialmente, preveda l’uguaglianza dei cittadini nell’attività politica (art.3 della Costituzione). Ma forse sbaglio io. Sicuramente il ministro della giustizia è un lungimirante che, resosi conto che l’unica cosa che lui ha a sinistra è la tasca dove mette il portafoglio, alle prossime elezioni cambierà senz’altro squadra.

E’ palese che un uomo potente, che possiede mezzi di comunicazione di massa, abbia più possibilità di essere eletto rispetto a un cittadino qualunque. La legge deve tutelare l’uguaglianza politica delle persone, anche se fatta CONTRA PERSONAM. Il ddl approvato dal consiglio dei ministri, prevede, tra le altre cose, anche l’incompatibilità delle cariche di Governatore regionale e Senatore, oppure proprietario di casa farmaceutica e assessorato alla sanità…ecc ecc. Quindi, la legge, non va a colpire Berlusconi. Come lui ci sono il presidente della regione Sardegna Renato Soru, presidente della regione Lombardia (e al tempo stesso senatore) Formigoni e tanti altri. Si può fare anche un discorso morale sulla questione perché, un senatore non può fare bene il suo lavoro se è anche presidente di una regione. E un presidente di una regione non può governare bene se deve fare anche il senatore…un sindaco non può essere un buon primo cittadino se passa il tempo a fare battaglie parlamentari e cosi via.

Negli Stati Uniti, nazione alla quale dovremmo ispirarci per tante cose, c’è una forte legge in materia di conflitto di interesse. Ma perché li è considerata “sacrosanta” mentre da noi “liberticida”? dove sta la differenza?

08 May

PIERGIORGIO ODIFREDDI...che matematico impertinente!

Come ormai si capisce dai miei nick, sto leggendo un libro che smonta ogni cosa che riguarda il cristianesimo. Il libro di PierGiorgio Odifreddi (perchè non possiamo essere cristiani ne tantomeno cattolici) è una critica scientifica alla religione più grande del pianeta che, se vista dagli occhi della scienza, appare come la più grande buffonata della storia dell uomo. Vi prego di avere pazienza e di leggere tutte queste righe. Si tratta di parti del libro cariche di comicità è drammaticità allo stesso tempo. Alcune cose a me hanno fatto davvero ridere. Spero vogliate commentare!

Sia come sia, la storia di Jahvé continua facendo dapprima procreare ad Adamo ed Eva due figli maschi. Caino e Abele, e poi facendo procreare a sua volta Caino:^^ un evento che persino un selvaggio, ad esempio quello del Supplemento al viaggio di Bougainville di Diderot (1771), riconosce dover essere basato sull'incesto. Infatti, o i due progenitori ebbero solo maschi, e allora Caino dovette accoppiarsi con la madre Eva, o ebbero anche figlie, e allora potrebbe essere stata qualcuna delle sorelle a procreare col fratello. A meno che, come propone il fondatore dei Mormoni Joseph Smith nella sua Versione ispirata della Bibbia, risolvendo genialmente una volta per tutte il problema, Caino non abbia semplicemente « preso per moglie una delle figlie di suo fratello »

Certo nel caso di Gesù non si è trattato di nascita verginale nel senso letterale della partenogenesi {à'a.parthenos, « vergine », egenesis, «nascita»), perché essa non richiede alcuna fecondazione. E neppure può essersi trattato della fecondazione eterologa da parte dello Spirito Santo di un ovulo di Maria, perché altrimenti Gesù sarebbe soltanto un semidio: come Ercole, figlio di Zeus e Alcmena, che spesso è comunque stato considerato una sua prefigurazione. Il concepimento di Gesù dev'essere allora avvenuto per impianto di un ovulo già fecondato: dunque, non solo Giuseppe è un padre putativo, ma Maria è una madre surrogata che si è limitata a dare l'utero in affitto. Da dove poi provenga il materiale genetico di Gesù non si sa, ma certo non è stato prodotto in maniera naturale: più che un Organismo Geneticamente Modificato, egli è allora un esempio di Vita Artificiale.

E così, goccia a goccia, o meglio, campo a campo e casa a casa, in duemila anni la Chiesa ha potuto accumulare un patrimonio immenso, che nel passato era amministrato dal cosiddetto Obolo di San Pietro, e oggi lo è invece dal pio Istituto per le Opere di Religione (ior). Tra il 1971 e il 1989 il suo presidente fu l'abile e ineffabile arcivescovo Paul Marcinkus, noto per aver dichiarato che « non si può governare la Chiesa con le Ave Maria »^^^^ e per aver ispirato il film di Francis Coppola Il Padrino III. Sotto la sua direzione la banca divenne nota per il riciclaggio dei soldi sporchi degli industriali cattolici, orchestrato da devoti consiglieri finanziari quali Roberto Calvi e Michele Sindona, morti assassinati nel 1982 e nel 1986. Nel 1978 il nuovo papa Giovanni Paolo I decise di fare pulizia tra i « banchieri di Dio », ma morì improvvisamente un mese dopo la sua elezione. Benché Marcinkus fosse addirittura sospettato del suo assassinio, oltre che di affari con la mafia e la massoneria, e in particolare con la loggia neofascista P2 di Licio Gelli a cui appartenevano sia Calvi che Sindona, Giovanni Paolo II lo lasciò comunque al suo posto non solo allora, ma anche nei sette anni successivi alla sua incriminazione nel 1982 per il fallimento da tre miliardi e mezzo di dollari del Banco Ambrosiano presieduto da Calvi, di cui lo IOR era il maggior azionista.   Il Vaticano si stracciò farisaicamente le vesti, ma fu costretto a pagare 241 milioni di dollari in risarcimenti ai creditori. E in seguito il figlio di Calvi rese pubblica una lettera scritta dal corrotto padre al Santo Padre due settimane prima di essere assassinato, nella quale si lamentava: "Santità, sono stato io ad addossarmi il pesante fardello degli errori nonché delle colpe commesse dagli attuali e precedenti rappresentanti dello IOR, comprese le malefatte di Sindona. [...] Sono stato io che, su preciso incarico dei Suoi autorevoli rappresentanti, ho disposto cospicui finanziamenti in favore di molti paesi e associazioni politico-religiose dell'Est e dell'Ovest. [...] Sono stato io in tutto il Centroamerica che ho coordinato la creazione di numerose entità bancarie, soprattutto allo scopo di contrastare la penetrazione e l'espandersi di ideologie filomarxiste. E sono io, infine, che oggi vengo tradito e abbandonato". L'allusione alle « associazioni politico-religiose dell'Est e dell'Ovest » è, in particolare, a Solidarnosc in Polonia e ai Contras in Nicaragua: la « caduta del comunismo » è stata aiutata, infatti, non da ipotetici interventi celesti della madonna di Fatima, ma da reali finanziamenti terrestri di papa Wojtyla e del presidente Reagan, e la banca vaticana fu in particolare accusata di aver maneggiato i fondi segreti scoperti dallo scandalo IranContras.

In tutta la piagosa vicenda Jahvé si assicura personalmente che il cuore del faraone rimanga « indurito », così che questi si ostini a non voler lasciare partire gli Ebrei e lui possa continuare a dispiegare i suoi fuochi d'artificio. Puntualmente, e nonostante l'eccidio, il faraone insegue gli Ebrei in fuga e Jahvé può compiere il suo più spettacolare prodigio: l'apertura delle acque del Mar Rosso per lasciar passare il Popolo Eletto, e la loro chiusura sull'esercito egiziano per annegarlo.^^^ In particolare, « le acque sommersero i carri e i cavalieri »,^^ nonostante la quinta piaga avesse « fatto morire tutto il bestiame degli Egiziani!!!

Quanto alla storicità degli eventi, alcune piaghe sembrano semplicemente versioni romanzate di reali calamità che occorrevano all'epoca: persino L’Esodo ammette implicitamente che esse non erano particolarmente «divine», visto che i maghi del faraone sono in grado di riprodurne alcune.^^ Per lo stesso motivo, sarà stato probabilmente soltanto un acquitrino quello che gli Ebrei riuscirono ad attraversare a piedi e nel quale i carri degli Egizi si impantanarono, che divenne poi il « Mar Rosso » nelle esagerazioni del ricordo.

 

Per quanto riguarda il clero, la revisione del Concordato sostituisce la congrua di sostentamento col finanziamento «volontario» dell'8 per mille sul gettito totale dell'IRPEF. L'ammontare della cifra intascata annualmente dal Vaticano è di circa un miliardo di euro (2000 miliardi di vecchie lire): una somma che non è affatto destinata a opere di carità, come la pubblicità clericale cerca di far credere ogni primavera, nel periodo della dichiarazione dei redditi. Piuttosto, come ammettono le cifre ufficiali della CEI relative al triennio 2002-2004, in media i fondi vengono destinati a interventi caritativi soltanto per il 20 per cento, mentre al sostentamento del clero va il 34 per cento e alle « esigenze di culto » il 46 per cento.Tra l'altro, il meccanismo del finanziamento è furbescamente truffaldino. Solo un terzo degli italiani sceglie infatti a chi devolvere l’8 per mille del proprio reddito: se allo Stato, alla Chiesa Cattolica o ad altre confessioni religiose (non sono contemplate organizzazioni umanitarie o scientifiche). Ma l'articolo 37 della legge di attuazione^^^^ recita: « In caso di scelte non espresse da parte dei contribuenti, la destinazione si stabilisce in proporzione alle scelte espresse ». E poiché, nella minoranza che sceglie, la maggioranza opta a favore della Chiesa Cattolica, questa ottiene la maggioranza (circa l’85 per cento) dell'intero gettito. Al miliardo di euro dell’8 per mille dei contribuenti, va aggiunta ogni anno una cifra dello stesso ordine di grandezza sborsata dal solo Stato (senza contare regioni, province e comuni) nei modi più disparati: nel 2004, ad esempio, sono stati elargiti 478 milioni di euro per gli stipendi degli insegnanti di religione, 258 milioni per i finanziamenti alle scuole cattoliche, AA milioni per le cinque università cattoliche, 25 milioni per la fornitura dei servizi idrici alla Città del Vaticano [sic\, 20 milioni per l'Università Campus Biomedico dell'Opus Dei, 19 milioni per l'assunzione in ruolo degli insegnanti di religione, 18 milioni per i buoni scuola degli studenti delle scuole cattoliche, 9 milioni per il fondo di sicurezza sociale dei dipendenti vaticani e dei loro familiari, 9 milioni per la ristrutturazione di edifici religiosi, 8 milioni per gli stipendi dei cappellani militari, 7 milioni per il fondo di previdenza del clero, 5 milioni per l'Ospedale di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, 2 milioni e mezzo per il finanziamento degli oratori, 2 milioni per la costruzione di edifici di culto, e così via. Aggiungendo a tutto ciò una buona fetta del miliardo e mezzo di finanziamenti pubblici alla sanità, molta della quale è gestita da istituzioni cattoliche, si arriva facilmente a una cifra complessiva annua di almeno tre miliardi di euro, cioè 6000 miliardi di vecchie lire. Ma non è finita, perché a queste riuscite uscite vanno naturalmente aggiunte le mancate entrate per lo Stato dovute a esenzioni fiscali di ogni genere alla Chiesa, valutate attorno ad altri sei miliardi di euro, cioè 12.000 miliardi di vecchie lire. Gli enti ecclesiastici sono infatti circa 59.000 e posseggono circa 90.000 immobili, adibiti agli scopi più vari: parrocchie, oratori, conventi, seminari, case generalizie, missioni, scuole, collegi, istituti, case di cura, ospedali, ospizi, e così sia. Il loro valore ammonta ad almeno 30 miliardi di euro, ma essi sono esenti dalle imposte sui fabbricati, sui terreni, sul reddito delle persone giuridiche, sulle compravendite e sul valore aggiunto (iva). Per capire l'entità di questa enorme cifra complessiva di nove miliardi di euro, cioè 18.000 miliardi di vecchie lire, basta notare che si tratta del 45 per cento della manovra economica per la Finanziaria del 2006, che è stata di 20 miliardi: ovvero, senza la Chiesa, o almeno senza i suoi privilegi economici, lo Stato potrebbe praticamente dimezzare le tasse a tutti i suoi cittadini! Come se non bastasse, alle esenzioni fiscali statali si aggiungono anche quelle comunali: ad esempio dall'ici («Imposta Comunale sugli Immobili »), in quanto gli enti ecclesiastici si autocertificano come « non commerciali ». Una sentenza della Corte di Cassazione, depositata l’8 marzo 2004, ha però stabilito che un centro di assistenza per bambini e anziani gestito dalle suore del Sacro Cuore dell'Aquila non poteva essere esentato dall'imposta, avendo fatto pagare rette regolari ai suoi ospiti: le suore dovevano dunque al Comune 70.000 euro di imposte arretrate. Poiché il precedente esponeva la Chiesa a simili rischi dovunque, i governi Berlusconi e Prodi sono corsi ai ripari: il primo allegando un temporaneo provvedimento alla Finanziaria per il 2006, e il secondo approvando un definitivo provvedimento^^^ che garantisce furbescamente l'esenzione dall'ici agli enti « non esclusivamente commerciali ». Ovvero, a tutte le imprese commerciali che siano dotate di una cappella, nella quale pregare Dio per l'animacela balorda dei Cattolici e dei loro fiancheggiatori laici che siedono in parlamento, a destra o a «sinistra». In tal modo i comuni italiani perdono un gettito valutato intorno ai 2 miliardi e 250 milioni di euro annui. La Santa Sede possiede infatti un enorme patrimonio immobiliare anche fuori della Città del Vaticano, in parte specificato dal Trattato del 1929: dal palazzo del Sant'Uffìzio a piazza San Pietro a quello di Propaganda Fide a piazza di Spagna, dall'Università Gregoriana al Collegio Lombardo, dalla basilica di San Francesco ad Assisi a quella di Sant'Antonio a Padova, da Villa Barberini a Castel Gandolfo, all'area di Santa Maria di Galena che ospita la Radio Vaticana, e che da sola è più estesa del territorio dell'intero Stato (44 ettari). Ma questi non sono che i gioielli della corona di una multinazionale che, secondo una stima recente,^^^^ nel 2003 disponeva nella sola Italia di 504 seminari e 8779 scuole, suddivise in 6228 materne, 1280 elementari, 1136 secondarie e 135 universitarie o parauniversitarie. Oltre a 6105 centri di assistenza, suddivisi in 1853 case di cura, 1669 centri di « difesa della vita e della famiglia », 729 orfanotrofi, 534 consultori familiari, 399 nidi d'infanzia, 136 ambulatori e dispensari e 111 ospedali, più 674 di altro genere. È naturalmente ironico, oltre che illustrativo della citata « svolta costantiniana », che a possedere un tale tesoro, che si può globalmente valutare ad alcune centinaia di miliardi di euro, e a non pagarci neppure sopra le tasse, siano proprio coloro che dicono di ispirarsi agli insegnamenti di qualcuno che predicava: « Beati i poveri » e « Date a Cesare quel che è di Cesare », facendo letterali miracoli pur di permettere ai suoi apostoli di pagare anche una sola moneta di tributo.

 

02 May

RASSOMIGLIANZE

Dopo un anno di inattività torna la rubrica più simpatica del blog..
RASSOGMIGLIANZE!!
Oggi vi propongo una strana, ma strana rassomiglianza.
Il segretario nazionale della DC(movimento per le autonomie) assomiglia incredibilmente al cantante dei Nomadi.
E' davvero incredibile quanto i due si assomiglino, imbarazzante!
Gianfranco Rotondi( a destra) e Danilo Sacci ( a sinistra).
 
 
22 April

L EREDITA' NON RACCOLTA

Io mi auguro che non ci sia un aldilà. Mi auguro che non ci sia un altra vita perchè, se i grandi pensatori del passato, specialmente i grandi Uomini, potessero vedere di che crimini si sta macchiando la generazione che si ispira a loro, soffrirebbero più di quanto hanno sofferto in vita.
Fra pochi giorni, esattamente il 27 aprile, c'è il settantesimo anniversario della morte del più grande pensatore politico sardo, Antonio Gramsci. Fondatore del PCI nonchè padre del quotidiano L'unità, fu arrestato ,per mano di Mussolini, con l'accusa di tentato omicidio nei confronti del Duce (accusa che è chiaramente solo un pretesto per eliminare gli oppositori al Fascismo).
Mori all'età di 47 anni per un emorragia celebrale, passando la vita tra libri,politica e carcere.
Oggi a distanza di 70anni è tutto cambiato. Dalla scissione del PCI è tutto "andato a Puttane" (concedetemi il termine) per la sinistra del nostro paese. La fetta maggiore di quel partito carico di ideali, ora si unisce con i Democristiani riformisti continuando a spacciarsi come allievi di Gramsci (non avendone più il diritto morale) mentre il giornale da lui fondato spalleggia questo progetto.
Questo per farvi ulteriormente capire quanto, ormai, siamo in mano a gente alla quale non importa nulla degli ideali politici.
Spero davvero che il pensatore sardo non assista a questa terribile e tragica fase della nostra storia.
21 April

IL MINESTRONE NON MI E' MAI PIACIUTO

Anche se forse per alcuni può semrbare prematura qualche riflessione o commento a riguardo, non posso in qualità di elettore non porgermi qualche quesito.
Il congresso per il Partito Democratico è finito, risquotendo più successo di quanto effettivamente mi aspettavo. I pezzi grossi della politica italiana c'erano tutti. Mancava solo il presidente Napolitano, impegnato a preparare il viaggio a Oristano per l'anniversario della morte di Gramsci. Il segretario dei ds Fassino, il vero padre fondatore del processo "unitario", ha fatto un discorso di circa due ore dicendo tutto e il contrario di tutto. Dei veri e proprio "dissoi logoi" che avrebbero fatto impallidire anche il più feroce nichilista sofista, Gorgia. Dopo i soliti ringraziamenti di circostanza, anche a coloro che in teoria non meriterebbero di essere considerati, il discorso inizia. La politica estera per prima. Usando strumentalmente la vicenda Mastrogiacomo afferma che "la lotta al terrorismo, la pace e sicurezza sono inscindibili". Alle accuse di ipocrisia rivolte al governo per guanto riguarda gli impegni militari, risponde chiaramente:" Abbiamo subito ritirato i nostri soldati perchè in Irak la guerra è sbagliata", però in compenso hanno raddoppiato quelli in afghanistan per " esaltare il valore dell art.11 della Costituzione". Commentare le azioni di governo in materia è come sparare sulla croce rossa, anzi, su Emergency.
Il punto forte del Prolisso segretario sono i diritti della famiglia e delle unioni di fatto. Spacciando come per cosa ottima un prodotto che però non sarà mai approvato in parlamento (al sentato maggiormente), arriva a formulare una frase che, a pare mio, batte di gran lunga le barzellette che raccontava Berlusconi negli anni migliori: "vogliamo far convivere nel nostro partito i valori cristiani, laici, costituzionali, socialisti, riformisti e liberali.." Dopo questa affermazione tutti, eccetto i MUSSIANI ( e tutti quelli con un pò di intelligenza), hanno applaudito. Mi domando se ci fosse all interno uno scalda pubblico oppure quelle insegne televisive che segnalano quando stare zitti, quando ridere o quando battere le mani. Essere d'accordo con una frase simile offende l'intelletto umano. Come si possono riunire, IN UN PARTITO DI SINISTRA, i laici e i cattolici, liberali e comunisti? Gia il centro sinistra ha problemi ha governare in questo modo, se poi portiamo dentro tutte le differenze in un partito allora quello imploderà in poco tempo, questo è certo. Senza contare che, cosi facendo, vengono a mancare tutte quelle identità storiche alle quali i partiti si ispirano, o dovrebbero ispirarsi. Una delle frasi più sincere, e folli, è questa (tratta da un intervista rilasciata a un tg) "Il partito democratico è aperto a tutti e chiunque può farne parte e trarne beneficio". Aperto a tutti significa che cani e porci possono farne parte. Infatti ecco qui che compare prima l'Udc di Casini, e poi, con grandissimo stupore di tutti, l'ex presidente del consiglio Berlsuconi il quale afferma " bel congresso...condivido quasi tutto, al 95% mi iscriverei anche io". La frase è chiaramente provocatoria perchè l'elettorato del Cavaliere non vedrebbe di buon occhio un intesa con la sinistra, qualsiasi essa sia, però porta a un inevitabile riflessione. Ginaluigi Paragone, distante dal mio pensiero politico anni luce, intitola il suo articolo " son così di sinistra che assomigliano a Forza Italia". Niente di più vero. Se anche solo il 50% delle idee del PD sono condivise da un liberale come Berlusconi, c'è da mettersi le mani nei capelli e iniziare a chiedersi se, forse, ci stiamo avviando a una fase che vede una politica "Completamente priva di ideali". Aveva ragione il collega Portoghese! Aveva ragione da tanto tempo, ma io stupidamente ritenevo fosse estremista. Ci troviamo di fronte a un nuovo movimento che ha le pretese di entrare a far parte del PSE quando la margherita, (cugini dei DS e co-fondatori del progetto), ha chiaramente detto che non possono entrare in un partito socialista per INCOMPATIBILITA storica-politica. Ma allora, ricapitoliamo: i socialisti italiani, Boselli-De michelis- Craxi, sono ben accetti nel PD però, al tempo stesso non possono conservarne i valori. Insomma, per entrare in questo partito i piccoli devono perdere, dimenticare, rimuovere, i propri valori per "beneficio dell'italia".
Dunque, in questo pentolone, ci troveremo carote, ravanelli, finghi, scarpe, bottiglie, gomme per auto, rosari, croci, fiori ecc ecc...Immaginando che questo minestrone faccia schifo, io mi auguro seriamente che, nella parte sinistra della cucina a gas, qualcuno provveda a preparare un bella pentola di pasta da condire con un bel sugo rosso!
16 April

Dubbi di metà serata

Essenso particolarmente scazzato oggi, vorrei proporvi un quesito che è particolarmente stupido e inutile, però attuale. Secondo voi è più paradossale che in una coalizione convivano chi è a favore dei matrimoni dei gay con chi rivendica il diritto di natura, oppure una coalizione composta da chi ama il prossimo come se stesso e da chi dice " i negri sono di razza inferiore"?
Se poi una persona è cattolica fino al midosso e dice, commuovendosi quasi, che i "Negri e gli uomini sono come gli asini e i cavalli", cosa dobbiamo pensare?
La risposta è particolarmente difficile, sbilanciatevi!
Va bene....ho smesso di perdere tempo e vado a fare altro!
12 April

CAPRO ESPIATORIO SULLA PUNTA DELL ICEBERG

L’aveva detto e ridetto più volte, minacciando il governo Afgano e Italiano. Nessuno gli ha dato ascolto, forse perché Il Medico è di cuor buono e nessuno pensava che avrebbe eseguito quelle parole che sembravano cosi lontane dalla sua politica. Gino strada ha deciso di ritirare Emergency dall’Afghanistan. Stamattina un aereo delle Nazioni Unite è partito da Kabul carico di personale italiano e straniero, non chiudendo, però, definitivamente i 3 ospedali. Medici e infermieri afgani sono ancora li e probabilmente ci resteranno perché, dopo anni di donazioni e di migliaia di vite salvate, chiudere quelle strutture sarebbe il più grande crimine che si possa fare all’umanità.

Gino Strada si è stancato. Non c’è altra spiegazione. Dopo aver curato per 15 lunghi anni le vittime di guerra, senza guardare il colore della pelle o la religione, quelle frasi e accuse, in primis rivoltegli dal governo italiano di “sinistra”, non possono non averlo colpito duramente. Dietro la decisione del chirurgo di guerra, vi è la frustrazione di un uomo che è stato attaccato da tutti per la vicenda Mastrogiacomo. Per carità: sicuramente è seriamente preoccupato per il proprio staff, però è probabile che il vero motivo che lo ha portato a ritirarsi, seppur momentaneamente, è il rapimento di Rahmatullah. Il governo locale che, ricordiamoci, dopo i bombardamenti americani è diventato un governo CIVILE, ha rapito un neutro. Ne una spia, ne un militare. Un civile che aiutava Emergency. Gino Strada spiega “Quando il governo del paese in cui lavori si pone come nemico, non ci sono le condizioni di sicurezza” a peace-reporter. Ma io aggiungerei anche che il governo italiano è il primo ad andare contro l’associazione umanitaria. Da Prodi a Parisi sono uscite parole di condanna. Fassino, che gia precedentemente aveva manifestato il suo “disprezzo” verso il chirurgo, lo paragona a qualsiasi missionario. Strada sta pagando tutti gli errori che questo governo sta facendo in chiave di politica estera. È il capro espiatorio della maggioranza. Tutte le porcherie che si sono fatte per la liberazione del giornalista, sono state ricondotte al povero chirurgo e questo è il più grave errore di questo esecutivo.

Oggi si attende il discorso di D’Alema alla camera. Staremo a sentire se qualche cosa di sinistra uscira dalla sua bocca. Certo è che, nel clima di confusione generale in Italia, la vicenda Mastrogiamoco – Strada è solo la punta dell Iceberg. Ci sono tanto cose a monte che non sappiamo e che non sapremo mai. Il fatto che Berlusconi, dopo che è stato tirato fuori il caso Torsello, dice “ Plachiamo gli animi e ragioniamo insieme” (dopo aver detto di tutto e di più sulla liberazione del giornalista di Repubblica),  fa pensare che si sia tanta roba sotto che prima o poi, si spera, salti fuori. Gli accordi trasversali tra i deputati e partiti, all’insaputa dell’elettorato sono talmente tanti che si annullano a vicenda. Si annullano perché se ora il governo prende un provvedimento di Sinistra, deve attuarne uno di destra perché, al senato, non potrà mai bastare la propria maggioranza. Allora si inizia a parlare di federalismo, di radici cristiane comuni ecc ecc. In un momento di cosi bassa, bassissima, attività politica, non ci resta che piangere e, per chi crede, pregare.

-Matteo Garau-

16 February

non sono tornato

ciao...
ho deciso di riaprire il blog....spero che le persone che mi stanno letteralmente sulle....antipatiche abbiano il buon senso di non commentare e nemmeno entrare...tutti gli altri osno benvenuti..
comunque ho riaperto questo space solo per pubblicizzare l'altro
 
è molto più interessante di questo...
ciaoooo, matte
09 November

SERATA

A TUTTE LE PERSONE DI CAGLIARI E DONTORNI
 
domani sera alle 22 recatevi al Cyber monkey, suona un gruppo fantastico che fa cover anni 70-80,i RUSTLERS ...
l'ingresso 3 euro e la consumazione è gratis...
 
spargete la voce il più possibile..non potete mancare!!!
03 November

toc toc...posso entrare??

Mi hanno appena dato una notizia bellissima. E' una di quelle notizie che ti aspetti, ma che non sei mai pronto ad apprendere e l' impatto ti lascia stordito e, in questo caso, ti uccide per le risate.
Questo personaggio lo chiamerò "Ulisse", per tener nascosto la sua oscura identità e i fatti di cui voglio trattare verranno esposti sotto forma di metafora con qualche cambiamento di circostanze.
Ulisse ha detto in passato ,e anche un po nel presente, tantissime cose contro me per alcune scelte che ho preso ultimamente. Ce l'aveva proprio con il sottoscritto e questo suo odio (che poi lui sicuramente definiva pena) traspariva anche dal fatto ch quando mi salutava aveva un espressione sul viso paragonabile a quella che faceva leopardi quando si guardava allo specchio, disgustata. Dopo aver criticato le mie scelte, non tanto per i motivi quanto per il come sono state prese, egli (che da sempre è pervaso da questa voglia di emulare le mie gesta) ha semplicemente fatto la stessa cosa che ho fatto io: Ha abbandonato la nave senza chiamare a rapporto gli altri marinai, in seduta comune, che sicuramente sapevano dei suoi attacchi di mal di mare ma erano ignari di questa sua Taoiofobia=fobia delle navi (ho provato a cercarlo ma evidentemente non esistava in grecia un fenomeno simile, per cui questo è un mio neologismo) che di li a poco l avrebbe portato a gettarsi in acqua.
Mi domando perchè...finalmente ha tagliato il suo cordone ambelicale oppure per rafforzarlo ha deciso di prendere una dicisione impostagli dagli dei??mah........comunque ,qualunque sia il motivo, mi congratulo con lui. No, non stupitevi. E' stato coraggioso... ci vuole coraggio ad essere cosi incoerenti e lui ci riesce perfettamente. E' solo da ammirare per questo perchè nessuno di noi, me compreso, riesce a fare tanto e mai ci riuscirà.
Bravo Ulisse, torna a Itaca!
 
P.s. per finire cito un aforisma di paolo rossi " come puoi guardare la pagliuzza nel mio occhio se dietro hai una trave su per il culo??"
 
aspetto commenti
 
24 October

uhauhauhau

CRISTIAN FOTTITI!!!!!
 
aderite anche voi a questa campagna... basta un piccolo contributo e anche voi potete mandare a fanculo cristian..
il vostro aiuto è molto importante..
grazie
07 October

Prime riflessioni

Si è conclusa la mia prima settimana  da universitarioe mai avrei pensato a un inizio cosi alla grande.
Gia dal primo giorno di lezione avevo capito che quel mondo nel quale ero appena entrato a farne parte aveva qualcosa di magico ed etereo.
Senti il peso completo di tutti i tuoi 19 anni e sei consapevole el fatto che è il momento di crescere, è il momento di studiare. Per chi, come me, ha passato 5 anni delle superiori a grattarsi è arrivato il momento di capire cosa voglia dire studiare. La cosa strana è che, forse perchè sono ancora all inizio, è tutto molto bello. Dal prendere appunti durante le ore di lezione alle file immense per andare in bagno, dalla camminata per arrivare in facoltà alle figure di merda che si fanno perchè non si sa dove sono le aule. Tutto splendido.
Finalmente stai studiando qualcosa che ti servirà e non c'è  niente di più gratificante. Non avevo mai provato nulla di simile. La soddisfazione scolastica non la conoscevo affatto (la mia più grande vittoria all ALBERTI è stata quella di prendere un 10 in religione). Ma non solo quella scolastica: ho passato gli utlimi anni delle superiori leggendo tantissimo e solo ora tutti il tempo che ho passato con Repubblica tra le mani mi da i suoi frutti. Vedere prof che spiegano concetti come LA LEGGE DELLA DOMANDA E DELL OFFERTA, oppure SISTEMI ELLETTORALI IN ITALIA, e vedere persone,magari diplomate con 100, non  capire un cazzo è la più grande soddisfazione  che momentaneamente posso gustarmi.
Per non parlare dei rapporti sia tra colleghi (come danilo che applica ragionamenti economici al consumo della marijuana in italia) e dei rapporti con i prof: proprio oggi mi sono messo a discutere con Ortu sul relativismo gnoseologico visto dai sofisti e quello visto dai giusnaturalisti. Bellissimo!!!
Spero di non perdere quest entusiasmo perchè devo spaccarci tutto!!!!
voglio 30 in diritto pubblico e 30 in storia moderna!!!!lo esigo da me stesso!!!
 
 
p.s. Un grazie particolare va a prof MONELLO che in questi 3 anni ha fatto si che, arrivando all università,tutta la sua classe( o quasi!!!) fosse preparata al meglio.
23 September

SIGH SIGH

Oggi è partito un grande amico, un grande compagno di classe e un grande cazzeggiatore doc...
Il mio amico PAXI....mi mancherà tanto non averlo tutte le mattine a scuola con le sue cazzate e bestemmie gratuite.
Ma ve lo ricordate in prima???sembrava un bambino delle elementari...faccia pulita senza un pelo, capelli a punta e vestiario perfetto...guardatelo ora.. una bestia-punk!!!
Grazie a lui abbiamo passato a scuola dei momenti esilaranti  che portero per sempr enel cuore...davvero.
Vi ricordate quando voleva essere denunciato da silvia arnone perchè le aveva detto di essere grassa???che piscio...e quella volta che aveva detto alla balzano, che lo aveva chiamato all'interrogazione ma lui aveva rifiutato perchè incidentato il giorno prima, "se vuole provare cosa vuol dire studiare con il collare, vengo da lei e la investo con un apixedda!!!".
Ogni anno ne bogava fuori una che poi sarebbe stato il tormentone dell anno. Quanto ci ha fatto ridere???quanto?? le scue scarpe con lo sfiatatoio (all stars bucate ai lati), la felpa con l'entrata del bagno delle donne, le sue gambe belle liscie con lividoni enormi.
Io lo ricorderò solo per una cosa comunque...gli skleri che gli venivano con la balzi!!!La prima volta che ci siamo resi conti del suo caratteraccio è stata quando ha bogato fuori terminoni da dotto e letterato scrivendo un tema (ovviamente copiato da un libro).
Per noi sara sempre PAXI L'AULICO!!!
TI VOGLIAMO BENEEEEEEEEEEEEE PAXI!!!!!!!!!!
POBA PERO'!!!!!
 
 
 
19 September

scazzo

finalmente ho fatto il mio test
 
 
entrate e poi lasciate i commenti sul mio blog
15 September

Baccagai oriana

E' morta oriana fallaci...
finalmente oserei dire..una giornalista che negli ultimi 20 anni si è rivelata un incrocio tra il peggior leghista e il peggior leader di forza nuova.
Una giornalista che provava piacere nel vedere le vittime dei bombardamenti americani  che traeva piacere quando sentiva che qualche immigrato era stato ucciso da bande italiani!!!
complimenti ORIANA....non ci mancherai affatto..
 
colgo l'occasione per ripubblicare la lettera che il grandissimo TIZIANO TERZANI gli aveva spedito poco tempo dopo l'unidici settembre..
abbiate, questa volta la pazienza di leggerla tutta..
grazie
 
 

"Lettera da Firenze"

di Tiziano Terzani

(Corriere della Sera, 8 ottobre 2001)

Oriana, dalla finestra di una casa poco lontana da quella in cui anche tu sei nata, guardo le lame austere ed eleganti dei cipressi contro il cielo e ti penso a guardare, dalle tue finestre a New York, il panorama dei grattacieli da cui ora mancano le Torri Gemelle. Mi torna in mente un pomeriggio di tanti, tantissimi anni fa quando assieme facemmo una lunga passeggiata per le stradine di questi nostri colli argentati dagli ulivi. Io mi affacciavo, piccolo, alla professione nella quale tu eri già grande e tu proponesti di scambiarci delle "Lettere da due mondi diversi": io dalla Cina dell'immediato dopo-Mao in cui andavo a vivere, tu dall'America. Per colpa mia non lo facemmo. Ma è in nome di quella tua generosa offerta di allora, e non certo per coinvolgerti ora in una corrispondenza che tutti e due vogliamo evitare, che mi permetto di scriverti. Davvero mai come ora, pur vivendo sullo stesso pianeta, ho l'impressione di stare in un mondo assolutamente diverso dal tuo.

Ti scrivo anche - e pubblicamente per questo - per non far sentire troppo soli quei lettori che forse, come me, sono rimasti sbigottiti dalle tue invettive, quasi come dal crollo delle due Torri. Là morivano migliaia di persone e con loro il nostro senso di sicurezza; nelle tue parole sembra morire il meglio della testa umana - la ragione; il meglio del cuore - la compassione. Il tuo sfogo mi ha colpito, ferito e mi ha fatto pensare a Karl Kraus. "Chi ha qualcosa da dire si faccia avanti e taccia", scrisse, disperato dal fatto che, dinanzi all'indicibile orrore della Prima Guerra Mondiale, alla gente non si fosse paralizzata la lingua. Al contrario, gli si era sciolta, creando tutto attorno un assurdo e confondente chiacchierio. Tacere per Kraus significava riprendere fiato, cercare le parole giuste, riflettere prima di esprimersi. Lui usò di quel consapevole silenzio per scrivere Gli ultimi giorni dell'umanità , un'opera che sembra essere ancora di un'inquietante attualità. Pensare quel che pensi e scriverlo è un tuo diritto. Il problema è però che, grazie alla tua notorietà, la tua brillante lezione di intolleranza arriva ora anche nelle scuole, influenza tanti giovani e questo mi inquieta. Il nostro di ora è un momento di straordinaria importanza. L'orrore indicibile è appena cominciato, ma è ancora possibile fermarlo facendo di questo momento una grande occasione di ripensamento. È un momento anche di enorme responsabilità perché certe concitate parole, pronunciate dalle lingue sciolte, servono solo a risvegliare i nostri istinti più bassi, ad aizzare la bestia dell'odio che dorme in ognuno di noi ed a provocare quella cecità delle passioni che rende pensabile ogni misfatto e permette, a noi come ai nostri nemici, il suicidarsi e l'uccidere. "Conquistare le passioni mi pare di gran lunga più difficile che conquistare il mondo con la forza delle armi. Ho ancora un difficile cammino dinanzi a me", scriveva nel 1925 quella bell'anima di Gandhi. Ed aggiungeva: "Finché l'uomo non si metterà di sua volontà all'ultimo posto fra le altre creature sulla terra, non ci sarà per lui alcuna salvezza".

E tu, Oriana, mettendoti al primo posto di questa crociata contro tutti quelli che non sono come te o che ti sono antipatici, credi davvero di offrirci salvezza? La salvezza non è nella tua rabbia accalorata, né nella calcolata campagna militare chiamata, tanto per rendercela più accettabile, "Libertà duratura". O tu pensi davvero che la violenza sia il miglior modo per sconfiggere la violenza? Da che mondo è mondo non c'è stata ancora la guerra che ha messo fine a tutte le guerre. Non lo sarà nemmen questa. Quel che ci sta succedendo è nuovo. Il mondo ci sta cambiando attorno. Cambiamo allora il nostro modo di pensare, il nostro modo di stare al mondo. È una grande occasione. Non perdiamola: rimettiamo in discussione tutto, immaginiamoci un futuro diverso da quello che ci illudevamo d'aver davanti prima dell'11 ocrate a Mozart ).

L'autore è Ekkehart Krippendorff, che ha insegnato per anni a Bologna prima

di tornare all'Università di Berlino. La affascinante tesi di Krippendorff è che la politica, nella sua espressione più nobile, nasce dal superamento della vendetta e che la cultura occidentale ha le sue radici più profonde in alcuni miti, come quello di Caino e quello delle Erinni, intesi da sempre a ricordare all'uomo la necessità di rompere il circolo vizioso della vendetta per dare origine alla civiltà. Caino uccide il fratello, ma Dio impedisce agli uomini di vendicare Abele e, dopo aver marchiato Caino - un marchio che è anche una protezione -, lo condanna all'esilio dove quello fonda la prima città. La vendetta non è degli uomini, spetta a Dio. Secondo Krippendorff il teatro, da Eschilo a Shakespeare, ha avuto una funzione determinante nella formazione dell'uomo occidentale perché col suo mettere sulla scena tutti i protagonisti di un conflitto, ognuno col suo punto di vista, i suoi ripensamenti e le sue possibili scelte di azione, il teatro è servito a far riflettere sul senso delle passioni e sulla inutilità della violenza che non raggiunge mai il suo fine.

Purtroppo, oggi, sul palcoscenico del mondo noi occidentali siamo insieme i soli protagonisti ed i soli spettatori, e così, attraverso le nostre televisioni ed i nostri giornali, non ascoltiamo che le nostre ragioni, non proviamo che il nostro dolore. A te, Oriana, i kamikaze non interessano. A me tanto invece. Ho passato giorni in Sri Lanka con alcuni giovani delle "Tigri Tamil", votati al suicidio. Mi interessano i giovani palestinesi di "Hamas" che si fanno saltare in aria nelle pizzerie israeliane. Un po' di pietà sarebbe forse venuta anche a te se in Giappone, sull'isola di Kyushu, tu avessi visitato Chiran, il centro dove i primi kamikaze vennero addestrati e tu avessi letto le parole, a volte poetiche e tristissime, scritte segretamente prima di andare, riluttanti, a morire per la bandiera e per l'Imperatore. I kamikaze mi interessano perché vorrei capire che cosa li rende così disposti a quell'innaturale atto che è il suicidio e che cosa potrebbe fermarli. Quelli di noi a cui i figli - fortunatamente - sono nati, si preoccupano oggi moltissimo di vederli bruciare nella fiammata di questo nuovo, dilagante tipo di violenza di cui l'ecatombe nelle Torri Gemelle potrebbe essere solo un episodio. Non si tratta di giustificare, di condonare, ma di capire. Capire, perché io sono convinto che il problema del terrorismo non si risolverà uccidendo i terroristi, ma eliminando le ragioni che li rendono tali. Niente nella storia umana è semplice da spiegare e fra un fatto ed un altro c'è raramente una correlazione diretta e precisa. Ogni evento, anche della nostra vita, è il risultato di migliaia di cause che producono, assieme a quell'evento, altre migliaia di effetti, che a loro volta sono le cause di altre migliaia di effetti. L'attacco alle Torri Gemelle è uno di questi eventi: il risultato di tanti e complessi fatti antecedenti. Certo non è l'atto di "una guerra di religione" degli estremisti musulmani per la conquista delle nostre anime, una Crociata alla rovescia, come la chiami tu, Oriana. Non è neppure "un attacco alla libertà ed alla democrazia occidentale", come vorrebbe la semplicistica formula ora usata dai politici. Un vecchio accademico dell'Università di Berkeley, un uomo certo non sospetto di anti-americanismo o di simpatie sinistrorse dà di questa storia una interpretazione completamente diversa. "Gli assassini suicidi dell'11 settembre non hanno attaccato l'America: hanno attaccato la politica estera americana", scrive Chalmers Johnson nel numero di The Nation del 15 ottobre. Per lui, autore di vari libri - l'ultimo, Blowback , contraccolpo, uscito l'anno scorso (in Italia edito da Garzanti ndr ) ha del profetico - si tratterebbe appunto di un ennesimo "contraccolpo" al fatto che, nonostante la fine della Guerra Fredda e lo sfasciarsi dell'Unione Sovietica, gli Stati Uniti hanno mantenuto intatta la loro rete imperiale di circa 800 installazioni militari nel mondo.

Con una analisi che al tempo della Guerra Fredda sarebbe parsa il prodotto della disinformazione del Kgb, Chalmers Johnson fa l'elenco di tutti gli imbrogli, complotti, colpi di Stato, delle persecuzioni, degli assassinii e degli interventi a favore di regimi dittatoriali e corrotti nei quali gli Stati Uniti sono stati apertamente o clandestinamente coinvolti in America Latina, in Africa, in Asia e nel Medio Oriente dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ad oggi. Il "contraccolpo" dell'attacco alle Torri Gemelle ed al Pentagono avrebbe a che fare con tutta una serie di fatti di questo tipo: fatti che vanno dal colpo di Stato ispirato dalla Cia contro Mossadeq nel 1953, seguito dall'installazione dello Shah in Iran, alla Guerra del Golfo, con la conseguente permanenza delle truppe americane nella penisola araba, in particolare l'Arabia Saudita dove sono i luoghi sacri dell'Islam. Secondo Johnson sarebbe stata questa politica americana "a convincere tanta brava gente in tutto il mondo islamico che gli Stati Uniti sono un implacabile nemico". Così si spiegherebbe il virulento anti-americanismo diffuso nel mondo musulmano e che oggi tanto sorprende gli Stati Uniti ed i loro alleati. Esatta o meno che sia l'analisi di Chalmers Johnson, è evidente che al fondo di tutti i problemi odierni degli americani e nostri nel Medio Oriente c'è, a parte la questione israeliano-palestinese, la ossessiva preoccupazione occidentale di far restare nelle mani di regimi "amici", qualunque essi fossero, le riserve petrolifere della regione. Questa è stata la trappola. L'occasione per uscirne è ora. Perché non rivediamo la nostra dipendenza economica dal petrolio? Perché non studiamo davvero, come avremmo potuto già fare da una ventina d'anni, tutte le possibili fonti alternative di energia? Ci eviteremmo così d'essere coinvolti nel Golfo con regimi non meno repressivi ed odiosi dei talebani; ci eviteremmo i sempre più disastrosi "contraccolpi" che ci verranno sferrati dagli oppositori a quei regimi, e potremmo comunque contribuire a mantenere un migliore equilibrio ecologico sul pianeta. Magari salviamo così anche l'Alaska che proprio un paio di mesi fa è stata aperta ai trivellatori, guarda caso dal presidente Bush, le cui radici politiche - tutti lo sanno - sono fra i petrolieri.

A proposito del petrolio, Oriana, sono certo che anche tu avrai notato come, con tutto quel che si sta scrivendo e dicendo sull'Afghanistan, pochissimi fanno notare che il grande interesse per questo paese è legato al fatto d'essere il passaggio obbligato di qualsiasi conduttura intesa a portare le immense risorse di metano e petrolio dell'Asia Centrale (vale a dire di quelle repubbliche ex-sovietiche ora tutte, improvvisamente, alleate con gli Stati Uniti) verso il Pakistan, l'India e da lì nei paesi del Sud Est Asiatico. Il tutto senza dover passare dall'Iran. Nessuno in questi giorni ha ricordato che, ancora nel 1997, due delegazioni degli "orribili" talebani sono state ricevute a Washington (anche al Dipartimento di Stato) per trattare di questa faccenda e che una grande azienda petrolifera americana, la Unocal, con la consulenza niente di meno che di Henry Kissinger, si è impegnata col Turkmenistan a costruire quell'oleodotto attraverso l'Afghanistan. È dunque possibile che, dietro i discorsi sulla necessità di proteggere la libertà e la democrazia, l'imminente attacco contro l'Afghanistan nasconda anche altre considerazioni meno altisonanti, ma non meno determinanti. È per questo che nell'America stessa alcuni intellettuali cominciano a preoccuparsi che la combinazione fra gli interessi dell'industria petrolifera con quelli dell'industria bellica - combinazione ora prominentemente rappresentata nella compagine al potere a Washington - finisca per determinare in un unico senso le future scelte politiche americane nel mondo e per limitare all'interno del paese, in ragione dell'emergenza anti-terrorismo, i margini di quelle straordinarie libertà che rendono l'America così particolare. Il fatto che un giornalista televisivo americano sia stato redarguito dal pulpito della Casa Bianca per essersi chiesto se l'aggettivo "codardi", usato da Bush, fosse appropriato per i terroristi-suicidi, così come la censura di certi programmi e l'allontanamento da alcuni giornali, di collaboratori giudicati non ortodossi, hanno aumentato queste preoccupazioni. L'aver diviso il mondo in maniera - mi pare - "talebana", fra "quelli che stanno con noi e quelli contro di noi", crea ovviamente i presupposti per quel clima da caccia alle streghe di cui l'America ha già sofferto negli anni Cinquanta col maccartismo, quando tanti intellettuali, funzionari di Stato ed accademici, ingiustamente accusati di essere comunisti o loro simpatizzanti, vennero perseguitati, processati e in moltissimi casi lasciati senza lavoro. Il tuo attacco, Oriana - anche a colpi di sputo - alle "cicale" ed agli intellettuali "del dubbio" va in quello stesso senso. Dubitare è una funzione essenziale del pensiero; il dubbio è il fondo della nostra cultura. Voler togliere il dubbio dalle nostre teste è come volere togliere l'aria ai nostri polmoni. Io non pretendo affatto d'aver risposte chiare e precise ai problemi del mondo (per questo non faccio il politico), ma penso sia utile che mi si lasci dubitare delle risposte altrui e mi si lasci porre delle oneste domande. In questi tempi di guerra non deve essere un crimine parlare di pace.

Purtroppo anche qui da noi, specie nel mondo "ufficiale" della politica e dell'establishment mediatico, c'è stata una disperante corsa alla ortodossia. È come se l'America ci mettesse già paura. Capita così di sentir dire in televisione a un post-comunista in odore di una qualche carica nel suo partito, che il soldato Ryan è un importante simbolo di quell'America che per due volte ci ha salvato. Ma non c'era anche lui nelle marce contro la guerra americana in Vietnam? Per i politici - me ne rendo conto - è un momento difficilissimo. Li capisco e capisco ancor più l'angoscia di qualcuno che, avendo preso la via del potere come una scorciatoia per risolvere un piccolo conflitto di interessi terreni si ritrova ora alle prese con un enorme conflitto di interessi divini, una guerra di civiltà combattuta in nome di Iddio e di Allah. No. Non li invidio, i politici. Siamo fortunati noi, Oriana. Abbiamo poco da decidere e non trovandoci in mezzo ai flutti del fiume, abbiamo il privilegio di poter stare sulla riva a guardare la corrente. Ma questo ci impone anche grandi responsabilità come quella, non facile, di andare dietro alla verità e di dedicarci soprattutto "a creare campi di comprensione, invece che campi di battaglia", come ha scritto Edward Said, professore di origine palestinese ora alla Columbia University, in un saggio sul ruolo degli intellettuali uscito proprio una settimana prima degli attentati in America. Il nostro mestiere consiste anche nel semplificare quel che è complicato. Ma non si può esagerare, Oriana, presentando Arafat come la quintessenza della doppiezza e del terrorismo ed indicando le comunità di immigrati musulmani da noi come incubatrici di terroristi. Le tue argomentazioni verranno ora usate nelle scuole contro quelle buoniste, da libro Cuore , ma tu credi che gli italiani di domani, educati a questo semplicismo intollerante, saranno migliori?

Non sarebbe invece meglio che imparassero, a lezione di religione, anche che cosa è l'Islam? Che a lezione di letteratura leggessero anche Rumi o il da te disprezzato Omar Kayan? Non sarebbe meglio che ci fossero quelli che studiano l'arabo, oltre ai tanti che già studiano l'inglese e magari il giapponese? Lo sai che al ministero degli Esteri di questo nostro paese affacciato sul Mediterraneo e sul mondo musulmano, ci sono solo due funzionari che parlano arabo? Uno attualmente è, come capita da noi, console ad Adelaide in Australia. Mi frulla in testa una frase di Toynbee: "Le opere di artisti e letterati hanno vita più lunga delle gesta di soldati, di statisti e mercanti. I poeti ed i filosofi vanno più in là degli storici. Ma i santi e i profeti valgono di più di tutti gli altri messi assieme". Dove sono oggi i santi ed i profeti? Davvero, ce ne vorrebbe almeno uno! Ci rivorrebbe un San Francesco. Anche i suoi erano tempi di crociate, ma il suo interesse era per "gli altri", per quelli contro i quali combattevano i crociati.

Fece di tutto per andarli a trovare. Ci provò una prima volta, ma la nave su cui viaggiava naufragò e lui si salvò a malapena. Ci provò una seconda volta, ma si ammalò prima di arrivare e tornò indietro. Finalmente, nel corso della quinta crociata, durante l'assedio di Damietta in Egitto, amareggiato dal comportamento dei crociati ("vide il male ed il peccato"), sconvolto da una spaventosa battaglia di cui aveva visto le vittime, San Francesco attraversò le linee del fronte. Venne catturato, incatenato e portato al cospetto del Sultano. Peccato che non c'era ancora la Cnn - era il 1219 - perché sarebbe interessantissimo rivedere oggi il filmato di quell'incontro. Certo fu particolarissimo perché, dopo una chiacchierata che probabilmente andò avanti nella notte, al mattino il Sultano lasciò che San Francesco tornasse, incolume, all'accampamento dei crociati. Mi diverte pensare che l'uno disse all'altro le sue ragioni, che San Francesco parlò di Cristo, che il Sultano lesse passi del Corano e che alla fine si trovarono d'accordo sul messaggio che il poverello di Assisi ripeteva ovunque: "Ama il prossimo tuo come te stesso". Mi diverte anche immaginare che, siccome il frate sapeva ridere come predicare, fra i due non ci fu aggressività e che si lasciarono di buon umore sapendo che comunque non potevano fermare la storia. Ma oggi? Non fermarla può voler dire farla finire. Ti ricordi, Oriana, Padre Balducci che predicava a Firenze quando noi eravamo ragazzi? Riguardo all'orrore dell'olocausto atomico pose una bella domanda: "La sindrome da fine del mondo, l'alternativa fra essere e non essere, hanno fatto diventare l'uomo più umano?". A guardarsi intorno la risposta mi pare debba essere "No". Ma non possiamo rinunciare alla speranza.

"Mi dica, che cosa spinge l'uomo alla guerra?", chiedeva Albert Einstein nel 1932 in una lettera a Sigmund Freud. "È possibile dirigere l'evoluzione psichica dell'uomo in modo che egli diventi più capace di resistere alla psicosi dell'odio e della distruzione?" Freud si prese due mesi per rispondergli. La sua conclusione fu che c'era da sperare: l'influsso di due fattori - un atteggiamento più civile, ed il giustificato timore degli effetti di una guerra futura - avrebbe dovuto mettere fine alle guerre in un prossimo avvenire. Giusto in tempo la morte risparmiò a Freud gli orrori della Seconda Guerra Mondiale. Non li risparmiò invece ad Einstein, che divenne però sempre più convinto della necessità del pacifismo. Nel 1955, poco prima di morire, dalla sua casetta di Princeton in America dove aveva trovato rifugio, rivolse all'umanità un ultimo appello per la sua sopravvivenza: "Ricordatevi che siete uomini e dimenticatevi tutto il resto".

Per difendersi, Oriana, non c'è bisogno di offendere (penso ai tuoi sputi ed ai tuoi calci). Per proteggersi non c'è bisogno d'ammazzare. Ed anche in questo possono esserci delle giuste eccezioni. M'è sempre piaciuta nei Jataka , le storie delle vite precedenti di Buddha, quella in cui persino lui, epitome della non violenza, in una incarnazione anteriore uccide. Viaggia su una barca assieme ad altre 500 persone. Lui, che ha già i poteri della preveggenza, "vede" che uno dei passeggeri, un brigante, sta per ammazzare tutti e derubarli e lui lo previene buttandolo nell'acqua ad affogare per salvare gli altri. Essere contro la pena di morte non vuol dire essere contro la pena in genere ed in favore della libertà di tutti i delinquenti. Ma per punire con giustizia occorre il rispetto di certe regole che sono il frutto dell'incivilimento, occorre il convincimento della ragione, occorrono delle prove. I gerarchi nazisti furono portati dinanzi al Tribunale di Norimberga; quelli giapponesi responsabili di tutte le atrocità commesse in Asia, furono portati dinanzi al Tribunale di Tokio prima di essere, gli uni e gli altri, dovutamente impiccati. Le prove contro ognuno di loro erano schiaccianti. Ma quelle contro Osama Bin Laden? "Noi abbiamo tutte le prove contro Warren Anderson, presidente della Union Carbide. Aspettiamo che ce lo estradiate", scrive in questi giorni dall'India agli americani, ovviamente a mo' di provocazione, Arundhati Roy, la scrittrice de Il Dio delle piccole cose : una come te, Oriana, famosa e contestata, amata ed odiata. Come te, sempre pronta a cominciare una rissa, la Roy ha usato della discussione mondiale su Osama Bin Laden per chiedere che venga portato dinanzi ad un tribunale indiano il presidente americano della Union Carbide responsabile dell'esplosione nel 1984 nella fabbrica chimica di Bhopal in India che fece 16.000 morti. Un terrorista anche lui? Dal punto di vista di quei morti forse sì. L'immagine del terrorista che ora ci viene additata come quella del "nemico" da abbattere è il miliardario saudita che, da una tana nelle montagne dell'Afghanistan, ordina l'attacco alle Torri Gemelle; è l'ingegnere-pilota, islamista fanatico, che in nome di Allah uccide se stesso e migliaia di innocenti; è il ragazzo palestinese che con una borsetta imbottita di dinamite si fa esplodere in mezzo ad una folla. Dobbiamo però accettare che per altri il "terrorista" possa essere l'uomo d'affari che arriva in un paese povero del Terzo Mondo con nella borsetta non una bomba, ma i piani per la costruzione di una fabbrica chimica che, a causa di rischi di esplosione ed inquinamento, non potrebbe mai essere costruita in un paese ricco del Primo Mondo. E la centrale nucleare che fa ammalare di cancro la gente che ci vive vicino? E la diga che disloca decine di migliaia di famiglie? O semplicemente la costruzione di tante piccole industrie che cementificano risaie secolari, trasformando migliaia di contadini in operai per produrre scarpe da ginnastica o radioline, fino al giorno in cui è più conveniente portare quelle lavorazioni altrove e le fabbriche chiudono, gli operai restano senza lavoro e non essendoci più i campi per far crescere il riso, muoiono di fame? Questo non è relativismo. Voglio solo dire che il terrorismo, come modo di usare la violenza, può esprimersi in varie forme, a volte anche economiche, e che sarà difficile arrivare ad una definizione comune del nemico da debellare.

I governi occidentali oggi sono uniti nell'essere a fianco degli Stati Uniti; pretendono di sapere esattamente chi sono i terroristi e come vanno combattuti. Molto meno convinti però sembrano i cittadini dei vari paesi. Per il momento non ci sono state in Europa dimostrazioni di massa per la pace; ma il senso del disagio è diffuso così come è diffusa la confusione su quel che si debba volere al posto della guerra.

"Dateci qualcosa di più carino del capitalismo", diceva il cartello di un dimostrante in Germania. "Un mondo giusto non è mai NATO", c'era scritto sullo striscione di alcuni giovani che marciavano giorni fa a Bologna. Già. Un mondo "più giusto" è forse quel che noi tutti, ora più che mai, potremmo pretendere. Un mondo in cui chi ha tanto si preoccupa di chi non ha nulla; un mondo retto da principi di legalità ed ispirato ad un po' più di moralità.

La vastissima, composita alleanza che Washington sta mettendo in piedi, rovesciando vecchi schieramenti e riavvicinando paesi e personaggi che erano stati messi alla gogna, solo perché ora tornano comodi, è solo l'ennesimo esempio di quel cinismo politico che oggi alimenta il terrorismo in certe aree del mondo e scoraggia tanta brava gente nei nostri paesi. Gli Stati Uniti, per avere la maggiore copertura possibile e per dare alla guerra contro il terrorismo un crisma di legalità internazionale, hanno coinvolto le Nazioni Unite, eppure gli Stati Uniti stessi rimangono il paese più reticente a pagare le proprie quote al Palazzo di Vetro, sono il paese che non ha ancora ratificato né il trattato costitutivo della Corte Internazionale di Giustizia, né il trattato per la messa al bando delle mine anti-uomo e tanto meno quello di Kyoto sulle mutazioni climatiche. L'interesse nazionale americano ha la meglio su qualsiasi altro principio. Per questo ora Washington riscopre l'utilità del Pakistan, prima tenuto a distanza per il suo regime militare e punito con sanzioni economiche a causa dei suoi esperimenti nucleari; per questo la Cia sarà presto autorizzata di nuovo ad assoldare mafiosi e gangster cui affidare i "lavoretti sporchi" di liquidare qua e là nel mondo le persone che la Cia stessa metterà sulla sua lista nera. Eppure un giorno la politica dovrà ricongiungersi con l'etica se vorremo vivere in un mondo migliore: migliore in Asia come in Africa, a Timbuctu come a Firenze. A proposito, Oriana. Anche a me ogni volta che, come ora, ci passo, questa città mi fa male e mi intristisce. Tutto è cambiato, tutto è involgarito. Ma la colpa non è dell'Islam o degli immigrati che ci si sono installati. Non son loro che han fatto di Firenze una città bottegaia, prostituita al turismo! È successo dappertutto. Firenze era bella quando era più piccola e più povera. Ora è un obbrobrio, ma non perché i musulmani si attendano in Piazza del Duomo, perché i filippini si riuniscono il giovedì in Piazza Santa Maria Novella e gli albanesi ogni giorno attorno alla stazione. È così perché anche Firenze s'è "globalizzata", perché non ha resistito all'assalto di quella forza che, fino ad ieri, pareva irresistibile: la forza del mercato. Nel giro di due anni da una bella strada del centro in cui mi piaceva andare a spasso è scomparsa una libreria storica, un vecchio bar, una tradizionalissima farmacia ed un negozio di musica. Per far posto a che? A tanti negozi di moda. Credimi, anch'io non mi ci ritrovo più. Per questo sto, anch'io ritirato, in una sorta di baita nell'Himalaya indiana dinanzi alle più divine montagne del mondo. Passo ore, da solo, a guardarle, lì maestose ed immobili, simbolo della più grande stabilità, eppure anche loro, col passare delle ore, continuamente diverse e impermanenti come tutto in questo mondo. La natura è una grande maestra, Oriana, e bisogna ogni tanto tornarci a prendere lezione. Tornaci anche tu. Chiusa nella scatola di un appartamento dentro la scatola di un grattacielo, con dinanzi altri grattacieli pieni di gente inscatolata, finirai per sentirti sola davvero; sentirai la tua esistenza come un accidente e non come parte di un tutto molto, molto più grande di tutte le torri che hai davanti e di quelle che non ci sono più. Guarda un filo d'erba al vento e sentiti come lui. Ti passerà anche la rabbia.

Ti saluto, Oriana e ti auguro di tutto cuore di trovare pace. Perché se quella non è dentro di noi non sarà mai da nessuna parte.

 

 
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